“Blu Mare”, colori e fantasia: i bambini protagonisti del laboratorio creativo di Maréa
A Borgo San Gregorio i piccoli partecipanti hanno dipinto e animato un colorato mercatino del pesce, continuando a giocare con entusiasmo fino a tarda sera
CAPO D’ORLANDO – Colori, fantasia e tanto entusiasmo hanno caratterizzato “Blu Mare”, il laboratorio espressivo e creativo dedicato ai bambini che si è svolto domenica 6 settembre a Borgo San Gregorio, nell’ambito della giornata di Maréa.
Curata da Giovanna Leopardi, l’attività ha avvicinato i più piccoli al mondo del mare attraverso la pittura e il gioco. I bambini sono stati coinvolti nella realizzazione di un vero e proprio mercatino del pesce, dipingendone gli elementi e trasformando lo spazio del laboratorio in un ambiente vivace, allegro e ricco di immaginazione.
Pennelli e colori sono diventati così gli strumenti attraverso i quali raccontare il mare, il pescato e una delle attività più caratteristiche della tradizione marinara. Dopo aver completato il mercatino, i piccoli partecipanti hanno iniziato ad animarlo con il gioco, immedesimandosi nei pescatori e nei venditori e dando vita a tante storie nate dalla loro creatività.
L’attività ha riscosso una partecipazione particolarmente sentita. L’entusiasmo dei bambini è proseguito ben oltre la conclusione del laboratorio: il mercatino del pesce è rimasto uno dei punti più animati della manifestazione e ha continuato a coinvolgerli fino a tarda sera.
“Blu Mare” ha rappresentato uno dei momenti più teneri e partecipati di Maréa, dimostrando come la conoscenza delle tradizioni possa essere trasmessa anche attraverso linguaggi semplici e immediati come l’arte e il gioco.
Il laboratorio si è inserito nel programma della giornata dedicata alla valorizzazione della pesca locale, del mare e dell’identità del territorio, contribuendo a rendere i bambini protagonisti attivi dell’iniziativa e offrendo loro un’esperienza educativa, divertente e capace di lasciare un ricordo speciale.
Maréa è realizzato nell’ambito del Programma Nazionale FEAMPA 2021–2027, con il sostegno dell’Unione Europea e della Regione Siciliana – Dipartimento della Pesca Mediterranea.
Grande partecipazione a Maréa: oltre 100 chili di pesce venduti all’asta a Borgo San Gregorio
Successo per la giornata dedicata alla pesca locale e alle tradizioni marinare, tra workshop, laboratori, showcooking, degustazioni, musica e arte
CAPO D’ORLANDO – Grande partecipazione a Maréa, l’iniziativa che domenica 6 settembre ha animato Borgo San Gregorio con un’intera giornata dedicata al mare, alla pesca locale e alle tradizioni del territorio.
Fin dalle prime ore del mattino, cittadini e visitatori hanno preso parte all’asta del pesce fresco curata dai pescatori. Un appuntamento particolarmente partecipato, durante il quale sono stati venduti oltre 100 chilogrammi di pescato locale. L’iniziativa ha permesso al pubblico di riscoprire gesti, modalità e consuetudini legate a una delle tradizioni più caratteristiche della comunità marinara.
Nel pomeriggio, dopo il talk di apertura e i saluti istituzionali, il programma è proseguito con il workshop dedicato al riconoscimento del pesce, alla valutazione della freschezza e alle tecniche di sfilettatura. Grazie alla dimostrazione pratica dei pescatori, i partecipanti hanno potuto approfondire la conoscenza delle principali specie presenti nel nostro mare e acquisire informazioni utili per un consumo più consapevole.
Grande interesse anche per “Blu Mare”, il laboratorio espressivo e creativo curato da Giovanna Leopardi e dedicato ai bambini. I piccoli partecipanti hanno dipinto e dato vita a un colorato mercatino del pesce, lasciandosi coinvolgere con grande entusiasmo in un’esperienza che li ha visti continuare a giocare e divertirsi fino a tarda sera.
Tra i momenti più apprezzati della serata, lo showcooking del ristorante “Da Matteo”, seguito dall’apertura delle degustazioni. L’area ha registrato una presenza numerosa e continua: il pubblico ha potuto assaporare le preparazioni realizzate con il pescato locale, apprezzandone la freschezza, il gusto e il profondo legame con la tradizione gastronomica del territorio.
La serata è proseguita con la musica dal vivo di Lose Control, Elisa Callejera e Raffaele Trimarchi, le esposizioni e le attività artistiche. A completare il programma, la performance di live painting di Claudia Tripiciano e la presentazione delle nuove opere e dei nuovi soggetti della capsule collection di cartoline di Amarè.
Il successo dell’iniziativa conferma il forte interesse della comunità verso la valorizzazione della pesca costiera artigianale, del pescato locale e delle tradizioni marinare. Maréa ha trasformato Borgo San Gregorio in uno spazio di incontro tra pescatori, famiglie, operatori, artisti e visitatori, unendo conoscenza, gusto, cultura e divertimento.
La grande partecipazione registrata durante tutta la giornata rappresenta un importante risultato per un progetto nato con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra il territorio e il mare, sostenere la filiera locale e promuovere un consumo più attento e sostenibile delle risorse marine.
Maréa è realizzato nell’ambito del Programma Nazionale FEAMPA 2021–2027, con il sostegno dell’Unione Europea e della Regione Siciliana – Dipartimento della Pesca Mediterranea.
L’Afd trionfa nelle elezioni in Sassonia: deriva neonazista in Germania?
Il successo di Afd viene da lontano e ha motivazioni storiche. Scaturisce non solo dalla cupa sindrome delle sconfitte tedesche ma anche dalla contaminazione stalinista e minaccia di andare lontano l’ondata nera, dell’avanzata elettorale di Alternativa per la Germania.
Pochissimi fra il 44,5 % degli elettori che hanno votato l’Afd hanno letto il Mein Kampf di Adolf Hitler o sa chi sia Stalin, eppure molti tra i neonazisti del terzo millennio sono figli e i nipoti dei quadri della Sed, il Partito socialista unificato, e della Stasi, l’onnipresente polizia segreta della filosovietica Repubblica democratica Tedesca.
Storicamente, dati alla mano, infatti, il partito di Alternativa per la Germania non é altro che il coacervo della mutazione genetica delle più feroci e spietate dittature della storia recente della nazione tedesca.
La fusione di due ideologie sconfitte dalla storia che tornano a serpeggiare fra i programmi e le dichiarazioni degli eredi del nazional socialismo e dello stalinismo, a partire proprio dalle regioni Germania dell’Est, riunificatasi alla Repubblica Federale nel 1989.
Due epoche legate da violenza, rabbia, intolleranza e razzismo. Come è possibile che gli eredi del marxismo, si siano trasformati in neonazisti, picchiatori e persecutori, si chiede Daniel Schulz, giornalista investigativo del quotidiano tedesco Die Tageszeitung, autore del romanzo Eravamo come fratelli, impietosa autoanalisi del popolo europeo che ha combattuto, e perso, il maggior numero di guerre.
Una domanda che davanti allo straripante successo del 35enne leader di Afd in Sassonia, Ulrich Siegmund, si può attualizzare chiedendosi se la nazione che guida economicamente l’Unione Europea, con una capitale tra le più cosmopolite e culturalmente vivaci al mondo, riuscirà a scongiurare o invece si adeguerà all’ascesa del partito che rispecchia il suo peggiore passato?
Un passato considerato “glorioso” dai leader di Afd, Björn Höcke e Alexander Gauland che hanno definito il memoriale all’olocausto di Berlino il “monumento della vergogna”: “Abbiamo una storia gloriosa che é durata più a lungo di quei maledetti 12 anni di nazismo.
Sì, accettiamo la nostra responsabilità per quei 12 anni, ma Hitler e i nazisti rappresentano solo la cacca di un uccello rispetto ai più di 1.000 anni di storia tedesca di successo”. E non è tutto: Gauland ha anche affermato che la Germania dovrebbe essere orgogliosa dei suoi soldati della guerra mondiale: “Se i francesi sono giustamente orgogliosi del loro imperatore e i britannici di Nelson e Churchill, abbiamo il diritto di essere orgogliosi dei risultati ottenuti dai soldati tedeschi in due guerre mondiali”.
Del resto i programmi dell’Afd, oltre a rispolverare un motto delle famigerate Sa naziste, “Tutto per la Germania”, sono chiari: interrompere l’attuale modello di inclusione degli studenti con disabilità e classi separate per i figli di rifugiati e richiedenti asilo.
Per questi ultimi l’idea dichiarata è quella di organizzare l’istruzione partendo dal presupposto che la loro permanenza in Germania sia temporanea in vista della remigrazione e dell’espulsione in massa.
A tutto ciò si accompagna una revisione dei programmi scolastici per renderli maggiormente patriottici: più spazio alla storia e all’identità tedesca, simboli nazionali nelle scuole e divieto di quelle vengono considerate espressioni dell’ideologia progressista. Nulla di nuovo in un paese che dal 1841 esclama nell’inno nazionale: “Germania, Germania sopra ogni cosa, sopra tutto il mondo. Siamo un popolo e un Reich. Per te, nostra terra, combatteremo per sempre!”. Altro che Dio salvi il Re, Fratelli d’Italia e Allons enfants de la Patrie!
Tragedia al kartodromo di Agrigento: morto 29enne messinese
E’ Egidio Blandina il 29enne nipote del presidente della Camera di commercio di Messina, Ivo Blandina, che ha perso la vita in un incidente al kartodromo di Agrigento .
Il giovane, stando alle primissime ricostruzioni fatte dai carabinieri, ha all’improvviso perso il controllo della sua moto ed è andato a sbattere contro una barriera. Subito è scattato l’allarme e sul posto si sono precipitati i militari dell’Arma e i soccorritori del 118.
I sanitari del 118 non hanno potuto far altro che accertare la tragedia: il ventinovenne è morto sul colpo. I carabinieri stanno adesso ricostruendo la dinamica dell’incidente che ha spezzato la vita al giovane appassionato di moto. Per lui, così come per il resto della comitiva, avrebbe dovuto essere una domenica di svago e divertimento, una domenica all’insegna della propria passione. Purtroppo, si è materializzata la tragedia. Il ventinovenne era il nipote del presidente della Camera di commercio di Messina, Ivo Blandina, figlio del fratello maggiore di quest’ultimo, Danilo Blandina.
Librizzi, perde il controllo dello scooter durante un sorpasso: 17enne in fin di vita al Policlinico di Messina
Un drammatico incidente stradale si è verificato intorno alle 20:30, lungo il rettilineo che attraversa la frazione Colla di Librizzi. Un giovane di 17 anni si trova attualmente ricoverato in condizioni disperate al Policlinico di Messina, dove è stato trasferito d’urgenza. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, il ragazzo si trovava alla guida del proprio scooter quando avrebbe iniziato la manovra di sorpasso di un’ambulanza del 118. Per cause ancora in corso di accertamento, durante la manovra il giovane avrebbe perso il controllo del mezzo a due ruote, finendo per schiantarsi violentemente contro un muretto a bordo carreggiata.
El Niño, allarme Onu: “Diventerà molto intenso. Pianeta è in grave pericolo per clima”
Il segretario generale Antonio Guterres lancia l’allarme sulla situazione climatica: “El Niño sta assumendo proporzioni gigantesche. Il pianeta si trova in acque inesplorate. Le temperature continuano a salire e il mondo si trova nella zona di pericolo delle condizioni meteorologiche estreme”. L’agenzia delle Nazioni Unite per il clima stima che El Niño è quasi certo che persisterà fino a febbraio.
L’Onu lancia l’allarme sulla situazione climatica. Il segretario generale Antonio Guterres ha ammonito: il fenomeno El Niño “di proporzioni gigantesche” sta facendo precipitare il pianeta in una “zona di pericolo” del clima estremo. “El Niño sta assumendo proporzioni gigantesche. La scienza non lascia spazio a dubbi: il pianeta si trova in acque inesplorate, e quelle acque si stanno riscaldando. Le temperature continuano a salire e il mondo si trova nella zona di pericolo delle condizioni meteorologiche estreme”, ha affermato Guterres. L’agenzia Onu per il clima stima che El Niño è destinato a diventare “molto intenso” ed è quasi certo che persisterà fino a febbraio.
fenomeno meteorologico El Niño è destinato a diventare “molto intenso” nei prossimi mesi, spiega l’agenzia climatica delle Nazioni Unite. “È ormai saldamente consolidato e si intensificherà nei prossimi mesi, diventando un fenomeno di grande portata, con notevoli ripercussioni sulle precipitazioni e sulle temperature, nonché sui rischi associati di inondazioni, siccità e caldo estremo”, ha dichiarato l’Organizzazione meteorologica mondiale.
“El Niño ha il potenziale di infliggere un colpo devastante alle comunità e alle economie di tutto il mondo”, ha affermato Celeste Saulo, Segretaria Generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) delle Nazioni Unite, citata dal Guardian. “Stiamo già assistendo a sconvolgimenti e devastazioni causati da siccità e inondazioni e prevediamo che questi impatti aumentino con l’intensificarsi di El Niño”. “Mai prima d’ora, nei 50 anni di storia dell’OMM, abbiamo avviato una mobilitazione di tale portata con i servizi meteorologici e idrologici nazionali, che sono in prima linea nel fornire previsioni e servizi per salvare vite umane e mezzi di sussistenza. Non c’è tempo da perdere”. El Niño, stima il Guardian, sarà probabilmente il più intenso degli ultimi 1.000 anni e aggiungerà ulteriore calore a un’atmosfera in cui le temperature stanno già aumentando rapidamente a causa del riscaldamento globale. Questa combinazione fa sì che il 2027 sia destinato a spazzare via ogni record e a diventare l’anno più caldo mai registrato. L’aumento del calore causato da El Niño sta già avendo ripercussioni, dall’aggravarsi degli incendi boschivi in Indonesia all’indebolimento delle fondamentali piogge monsoniche in India. Gli effetti si estenderanno a livello globale, da un maggiore rischio di incendi in Australia a inondazioni più intense in Sudamerica. Il Programma Alimentare Mondiale ha affermato ad agosto che El Niño rischia di spingere circa 50 milioni di persone in una situazione di fame acuta.
Ieri l’Unep, l’agenza dell’Onu per l’ambiente, in un rapporto intitolato “Limiting Overshoot” (Limitare il superamento della soglia) ha affermato che nei prossimi anni, la temperatura globale media aumenterà come minimo di 1,8 gradi rispetto al periodo 1850-1900, ma forse anche di più. E questo porterà ondate di calore, siccità, alluvioni, uragani, innalzamento dei mari. Nello scenario più ottimistico, il picco dell’aumento della temperatura raggiungerà nei prossimi anni 1,8°C rispetto ai livelli preindustriali. La maggior parte degli altri scenari prevede picchi più elevati.
L’Unep sostiene che è ancora possibile ridurre al minimo la durata di questo sforamento, facendo rientrare in breve tempo le temperature entro 1,5°C dai livelli pre-industriali, l’obiettivo più ambizioso dell’Accordo di Parigi (l’altro è rimanere almeno sotto i 2°C). Ma occorre agire subito e in modo deciso. Da un lato, si legge nel rapporto, serve la mitigazione del cambiamento climatico, riducendo le emissioni e catturando e stoccando la Co2 nell’atmosfera. Dall’altro lato occorre puntare sull’adattamento, rendendo le comunità e le economie più preparate e più resistenti all’aumento delle temperature. Il rapporto avverte che la probabilità di superare punti di non ritorno irreversibili aumenta in funzione dell’entità e della durata delle temperature più elevate. Fra questi punti critici ci sono la destabilizzazione delle calotte glaciali, il degrado della foresta pluviale amazzonica e l’alterazione delle correnti atlantiche che regolano il clima.
Everest, l’urina degli alpinisti ha fatto sciogliere 154 tonnellate di ghiaccio. Lo studio
A causa della necessità di bere grandi quantità d’acqua (per prevenire la disidratazione ad alta quota), gli alpinisti e le guide espellono oltre 6.000 litri di urina al giorno, in gran parte scaricata direttamente sulla superficie del ghiacciaio.
Cambiamento climatico sì ma anche urina umana come causa dello scioglimento del ghiaccio. A dirlo è uno nuovo studio internazionale, citato dal New York Times e pubblicato sulla rivista Regional Environmental Change, che evidenzia come anche il calore prodotto dalla pipì degli alpinisti abbia contribuito alla perdita di circa 154 tonnellate di ghiaccio sul Khumbu, ai piedi del monte Everest (nel Nepal nord-orientale). Secondo il team di ricerca, durante la stagione alpinistica di 50 giorni nella primavera del 2023, circa 1.600 tende al campo base hanno utilizzato 824 bombole di gas, 18.935 litri di cherosene e 5.130 litri di benzina per cucinare, riscaldare e produrre elettricità. Questo combustibile ha generato una notevole quantità di calore. Se si aggiunge il calore prodotto dall’urina degli scalatori e del personale del campo base, si stima che l’energia totale generata sia pari a 849.174 megajoule (MJ). A conferma i tassi di perdita di ghiaccio sui ghiacciai dell’Everest: quasi raddoppiati dal 2009.
Negli ultimi decenni la montagna più alta del mondo è diventata una delle destinazioni più ambite dagli alpinisti. Il campo base sul versante nepalese, a 5.364 metri di altitudine (ai piedi del ghiacciaio Khumbu), può arrivare a ospitare contemporaneamente 2mila persone. L’analisi dei dati satellitari Landsat relativi al periodo 1991-2023 mostra che le temperature superficiali nell’area del campo base dell’Everest sono aumentate in media di 0,28 gradi Celsius all’anno, circa il doppio del tasso di aumento della temperatura registrato nella vicina area del ghiacciaio. Il motivo è legato anche al calore prodotto dalle attività umane, dal riscaldamento all’illuminazione fino alla cucina e … all’urina. A causa della necessità di bere grandi quantità d’acqua (per prevenire la disidratazione ad alta quota), gli alpinisti e le guide espellono oltre 6.000 litri di urina al giorno, in gran parte scaricata direttamente sulla superficie del ghiacciaio.
Terremoto nel Messinese: scossa di magnitudo 3.1 con epicentro a Caronia
CARONIA (ME) – Una lieve scossa di terremoto è stata registrata questa mattina nel territorio della provincia di Messina. Il sismografo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) della sala sismica di Roma ha rilevato un evento sismico di magnitudo 3.1 alle ore 7:23.
L’epicentro è stato localizzato a circa 6 chilometri dal comune di Caronia, ad una profondità (ipocentro) di 9 chilometri.
La scossa, grazie alla profondità e alla magnitudo contenuta, è stata avvertita solo lievemente dalla popolazione locale e nei comuni limitrofi della fascia tirrenica. Al momento non si registrano danni a persone o cose, né segnalazioni di particolari criticità ai comandi locali dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile.
Conca d’Oro Palermo, si va verso riapertura a scaglioni
Una buona notizia dopo la paura e le immagini devastanti del rogo: il Conca d’Oro potrebbe tornare operativo gradualmente, riaprendo inizialmente le aree rimaste indenni dalle fiamme.
Secondo le prime verifiche dei vigili del fuoco, circa l’80% della struttura non sarebbe stato direttamente interessato dall’incendio. I negozi rimasti fuori dalla zona danneggiata potrebbero quindi tornare ad accogliere clienti in tempi relativamente brevi, mentre resteranno interdette le aree coinvolte dal crollo della copertura e dai detriti.
Una soluzione che potrebbe rappresentare una boccata d’ossigeno soprattutto per i circa 1.500 lavoratori del centro commerciale e dell’indotto, rimasti con il fiato sospeso dopo il rogo.
Intanto la Procura di Palermo ha aperto un fascicolo conoscitivo, al momento senza ipotesi di reato, per fare luce sulle cause dell’incendio. Le prime conclusioni dei vigili del fuoco escluderebbero la matrice dolosa, mentre prende corpo l’ipotesi di un problema legato agli impianti sulla copertura.
Domani è previsto un vertice con istituzioni, sindacati, vigili del fuoco e parti interessate per discutere sicurezza, tempi di riapertura e futuro dei lavoratori.
Il Conca d’Oro prova così a rialzarsi. Non tutto è andato distrutto. E adesso l’obiettivo è riaprire, in sicurezza, il prima possibile.




































