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I vigili gli chiudono il pub 5 giorni Il titolare: “Vendo il mio locale”

PALERMO – I vigili urbani gli chiudono il locale per 5 giorni dopo averli multati per l’installazione di un gazebo. Ora i proprietari del pub Basquiat Cafe in via Sant’Oliva, a Palermo, hanno deciso di vendere l’attività. “Noi siamo per il rispetto della legge – dice Francesco D’Amore titolare del locale – Ma non è possibile che l’amministrazione comunale non ci protegga visto che creiamo posti di lavoro in una terra difficile. Abbiamo 10 dipendenti che sono regolarmente pagati. Non è possibile che ad un pub che segue tutte le norme ed è in regola con tutte le tasse venga imposto di chiudere da venerdì a martedì. Così le attività produttive si ammazzano”.

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Ruby Ter, Berlusconi verso un nuovo processo con altri 33: “Fino a ieri ha comprato per il silenzio delle Olgettine”

114712481-dde1bac5-5235-435f-9b69-4943ba61b255“Pagate fino a ieri per il loro silenzio”. Pagate con 10 milioni di euro, sette dei quali per Ruby Rubacuori, la giovane marocchina che ha fatto scoppiare lo scandalo e in cambio dei soldi “ha falsamente negato di aver avuto rapporti sessuali con Silvio Berlusconi”. La procura di Milano ha ufficialmente chiuso l’indagine a carico dell’ex premier per il cosiddetto Ruby ter. L’ex Cavaliere è accusato di corruzione giudiziaria, per aver stipendiato una ventina di ospiti del Bunga Bunga per dire il falso al processo sulle “cene eleganti” di Arcore. La tesi della generosità non regge. E per lui si prospetta un nuovo processo. “Un altro tentativo della Procura di Milano di costruire contro di me delle accuse basate sul nulla – questo il suo commento – confido nell’imparzialità e nel buon senso dei magistrati giudicanti, che già mi hanno assolto per le stesse vicende con formula piena”.

Ruby Ter, 34 indagati: i protagonisti dell’inchiesta
L’ex premier avrebbe versato appunto circa 10 milioni di euro alle sue ospiti, 7 a Ruby, per ‘comprare’ la loro falsa testimonianza nel processo in cui era accusato di concussione e prostituzione minorile, concluso con la sua assoluzione definitiva. Pagamenti – versamenti di denaro, regali, case a disposizione, pagamenti di bollette e spese mediche – effettuati “fino a ieri”, come si legge dall’avviso di conclusione delle indagini. Le ospiti delle serate – è scritto – avrebbero accettato la “promessa corruttiva” dal “23 novembre 2011 alla data odierna”, cioè ieri.

LE MENZOGNE SUL SESSO CON LA MINORENNE
Secondo la procura di Milano, Silvio Berlusconi e la minorenne Ruby avrebbero avuto rapporti sessuali in incontri avuti ad Arcore. Di questo sono convinti i pm di Milano, Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, che lo evidenziano nell’avviso di conclusioni indagini recapitato all’ex premier e ad altri 33 indagati. Ruby, scrivono i pm nel loro atto “falsamente negava di aver mai avuto rapporti sessuali con Silvio Berlusconi”. Non solo, la testimone, “falsamente negava di aver accettato la promessa di Berlysconi di ricevere ingentissime somme di denaro per “passare per pazza”, ossia per mentire nel corso dei dibattimenti”.
Ruby ter: “Dieci milioni da Berlusconi alle olgettine per comprarne il silenzio”

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GLI INDAGATI – Insieme al Cavaliere, i pm vogliono processare altre trentatré persone, accusate a vario titolo di concorso in corruzione giudiziaria e falsa testimonianza. Diciannove le ragazze che rischiano il processo; ci sono anche Carlo Rossella e l’avvocato Luca Giuliante, il presunto corruttore della giovane marocchina per conto di Berlusconi. Tra gli indagati – tra cui figurano la senatrice di Forza Italia Maria Rosaria Rossi e il cantante Mariano Apicella – anche la funzionaria di Polizia, Giorgia Iafrate, accusata di aver detto i falso su come fu affidata Ruby a Nicole Minetti la sera di maggio 2010, dopo un arresto per furto.

LE OLGETTINE A LIBRO PAGA
Numerose le ospiti alle feste di Arcore incriminate: Lisney Barizonte; Iris Berardi; Roberta Bonasia; Francesca Cipriani; Concetta ed Eleonora De Vivo; Aris Espinosa; Barbara Faggioli; Manuela e Marianna Ferrera; Maria Esther Garcia Polanco; Miriam Loddo; Giovanna Rigato; Raissa Skorkina; Alessandra Sorcinelli; Elisa Toti; Silvia Trevaini; Iona Visan. La posizione di Michelle Conceicao è stata stralciata per competenza a Brescia perché è accusata di calunnia. Agli atti dell’indagine, ci sono anche file audio rintracciati dagli investigatori della sezione di Pg della polizia, in cui sono registrate le richieste di denaro che le ospiti delle serate di Arcore facevano a Berlusconi per testimoniare il falso.

INCHIESTA FIGLIA DEI PROCESSI RUBY E RUBY BIS – Nel comunicato firmato dal procuratore Edmondo Bruti Liberati, si spiega che l’indagine è nata dalla trasmissione alla Procura da parte del Tribunale di Milano dei verbali dei processi ‘Ruby’ e ‘Ruby bis’, il primo a carico di Silvio Berlusconi, il secondo di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. I giudici che si sono occupati di questi procedimenti hanno individuato “la falsità delle dichiarazioni di numerosi testi escussi in merito a una presunta attività prostitutiva nel corso delle feste a casa di Silvio Berlusconi”.

Cibo siciliano e turismo Se ne parla all’Expo

MILANO – Il cibo siciliano e la Dieta mediterranea come leva attrattiva per promuovere il turismo in Sicilia. Di questo si parlerà mercoledì 1 luglio, presso l’Auditorium dell’Expo di Milano, nel corso del convegno “Island Tourism: Sicily Unesco Mediterranean Diet” organizzato da Unioncamere Sicilia nell’ambito del progetto ‘Your gate to Sicilian Excellence’.

Ad aprire i lavori del meeting sarà il Vice Presidente di Unioncamere Sicilia, Vittorio Messina. Al centro del dibattito ci saranno il sistema turistico delle isole e l’unicità dei siti Unesco presenti in Sicilia con gli interventi di Giovanni Ruggieri, presidente dell’Otie (Osservatorio turismo insulare europeo) e Raymond Bondin, ambasciatore Unesco. Previsto anche l’intervento di Sally Veilette, imprenditrice americana nel campo del turismo e a capo di ‘Hands on Sicily’, che racconterà le tendenze del mercato incoming a stelle e strisce. A tal proposito, verrà stilata la classifica dei 5 luoghi e dei 5 piatti tipici preferiti dai visitatori stranieri. Di turismo sostenibile parlerà, invece, Luciano Lauteri, presidente di Slow Tourism, che si soffermerà sulle ricette per favorire l’attrazione di nuovi flussi turistici. All’incontro partecipa anche lo chef Filippo La Mantia. Modera il direttore di Panorama, Giorgio Mulè.

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Rese dei conti, vertici e mozioni di sfiducia Ma nessuno vuole davvero staccare la spina

PALERMO – Tre assessori via dalla giunta in una settimana. Un “colpo” in grado di mandare a gambe all’aria qualsiasi governo. Di far calare il sipario su qualunque legislatura. Non qui. Non in Sicilia. Dove l’ormai probabile addio di Lucia Borsellino, che si aggiungerà a quelli freschissimi di Nino Caleca ed Ettore Leotta, rischia di non lasciare alcun segno a Sala d’Ercole, tra i partiti di governo, dove in tanti sono pronti al solito, prevedibile, surreale “rilancio” dell’azione di un esecutivo che presto giungerà al trentasettesimo assessore in trenta mesi. Uno ogni venti giorni. Tanti quanti furono cambiati da Raffaele Lombardo. Ma in quasi cinque anni.

A Palazzo dei Normanni però non c’è fretta. Né ansia. Il governatore, chiamato a riferire in Aula, ha fatto sapere nel pomeriggio che non si sarebbe presentato. Era improvvisamente scoppiata una prevedibilissima emergenza rifiuti. Della situazione politica, Crocetta ha chiesto che si parli la prossima settimana. E nessuno, tra gli scranni del parlamento, ha protestato, chiedendo di affrontare gli evidenti problemi di un governo allo sbando. Nessuna fretta, invece. Nessun problema.

Nonostante una mozione di sfiducia sia stata annunciata persino da un esponente del Pd,Fabrizio Ferrandelli, che ha pure lanciato una iniziativa su Facebook con la quale chiede ai siciliani di lanciare un messaggio ai “coraggiosi”: staccare la spina. Ma la spina sembra, in realtà, non volerla staccare nessuno. “Certamente però – dice il presidente della commissione Affari istituzionali Antonello Cracolici – se andiamo avanti così, resterà solo l’ultimo a spegnere la luce. È come una pallina lanciata giù per una discesa, che acquista progressivamente velocità. Dobbiamo essere sinceri con noi stessi: il voto di Gela ha lanciato un messaggio chiaro, i siciliani non gradiscono il governo Crocetta. Si è rotto il rapporto tra l’esecutivo e la società. E anche tra il governo regionale e quello nazionale”. Tensioni esplose negli ultimi giorni con le forti polemiche tra il presidente della Regione e il sottosegretario Davide Faraone: “Una situazione che non sarei in grado di spiegare a chi giunge in Sicilia da un’altra parte, considerato che entrambi i presidenti, quello del Consiglio e quello della Regione sono esponenti del Partito democratico. Adesso bisogna ripartire davvero, è l’ultima chiamata, altrimenti ci aspettano mesi di logoramento dovuti al fatto di mettere le polemiche personali al di sopra dell’interesse generale”. E ovviamente, ad aggravare la situazione le imminenti dimissioni di Lucia Borsellino “che non è un assessore come gli altri – dice Cracolici – visto che è l’unico indicato da Crocetta prima del voto. È stata Lucia a chiedere ai siciliani di votare Crocetta, durante la campagna elettorale, mettendoci la faccia”.

Ripartire. Svoltare. Cambiare passo. Formule tirate fuori dagli sgabuzzini del politichese molto spesso, nel corso di questi trenta mesi di legislatura, un po’ da tutte le forze politiche, a turno. E nelle prossime ore gli stessi partiti celebreranno il nuovo, vecchio rito della “riunione di gruppo”. Toccherà al gruppo parlamentare del Pd domani, mentre i democratici tutti si rivedranno alla direzione regionale convocata per sabato, mentre giovedì sarà il turno dei deputati dell’Udc, alla presenza dell’ex ministro Gianpiero D’Alia. E anche tra i centristi, l’ipotesi di sposare una mozione di sfiducia a Crocetta non è nemmeno presa in considerazione: “A me – spiega il capogruppo Mimmo Turano – interessa la realtà, non le ‘sparate’ che non portano a nulla. Il mio gruppo farà delle richieste precise al presidente Crocetta. Le metterà nero su bianco e chiederà anche che vengano fissati i tempi per portare a termine ogni riforma, a cominciare da quella sulle Province. Ovviamente – aggiunge Turano – c’è un problema politico che non voglio sottovalutare, ma la situazione non si risolve con scelte o dichiarazioni umorali”. E nemmeno con un rimpasto, eventualità apertamente richiesta da esponenti del Pd, come il presidente della Commissione Salute all’Ars Pippo Digiacomo: “Avrei una medicina, una ricetta – dice il deputato – da suggerire a Rosario Crocetta per lenire le amarezze dell’urna e per indicargli la via di una sua sicura rielezione. E cioè quella di costruire una squadra di governo rigorosamente antitecnica e squisitamente filopolitica. Di quella politica buona, degli eletti dal popolo sovrano, di persone pulite e capaci, che ad ogni iniziativa pensano a fare cose che accrescano soddisfazione e consenso presso l’elettorato”. E non scarta l’ipotesi di un “ritocco” alla giunta, o quantomeno ai rapporti tra l’esecutivo e i partiti, nemmeno il leader dei Pdr, Totò Cardinale, che insieme ai deputati di Sala d’Ercole ha anche sottoscritto un documento politico col quale chiede, in buona sostanza, di “porre fine alle polemiche personali”. Ma Cardinale va anche oltre: “La soluzione ideale, a mio modo di vedere – spiega – sarebbe quella di una sorta di ‘governo dei migliori’ che assista e accompagni il presidente Crocetta. E per ‘migliori’, ovviamente, non mi riferisco a qualità personali o di altro tipo, ma alla possibilità di incidere nei settori nei quali vengono chiamati a operare, e anche nel rapporto col governo nazionale. Penso ad esempio – aggiunge Cardinale – al coinvolgimento dei capigruppo e dei segretari di partito nei confronti dei quali credo sia giunto il momento di far cadere ogni pregiudiziale. Penso che oggi, di fronte alle condizioni drammatiche in cui versa la Sicilia, nessuno possa tirarsi indietro”. Ovviamente, quella del “politico” non è l’unica soluzione prevista: “Se un tecnico è comunque sorretto dalla politica – aggiunge Cardinale – può funzionare bene. Ho apprezzato in questo senso, ad esempio, la nomina in giunta di un dirigente esperto come Rosaria Barresi. Se un tecnico però ha master e trenta e lode, ma non è in grado di reggere il suo ruolo, è meglio che vada a casa”.

Ma sullo sfondo, e nemmeno tanto, restano i problemi di una maggioranza divisa, sparpagliata, attraversata da profondissime tensioni. Le stesse che hanno portato ad esempio Nino Caleca a lasciare la giunta, dopo l’arrivo di Pistorio: “Spero che il motivo non sia davvero quello – dice il capogruppo dell’Udc Mimmo Turano – la sua nomina credo possa fare solo bene al governo”. Ma a Sala d’Ercole, nonostante le buone intenzioni, è già un “tutti contro tutti” che presto potrebbe emergere, in seguito all’esame della riforma delle Province. Non a caso, in queste ore è giunta anche la “bordata” al Pd di Antonio Malafarina, deputato del Megafono, il movimento del presidente Crocetta: “Come sempre – ha pubblicato sul proprio profilo Facebook – il Pd al governo, in Sicilia e altrove, non ci sa proprio stare. Ferrandelli e Cracolici criticano, annunciano sfiducie e de profundis ma non stimolano i propri assessori, e sono ben 4, a fare bene e in fretta per le risposte che dovrebbero dare. Manca la cultura di governo e il senso di squadra”. La squadra non c’è da molto tempo, a dire il vero. Ma tutti hanno ugualmente interesse a portare avanti la partita. Così, il “fischio finale” potrebbe arrivare da un’altra parte. Domani l’assessore all’Economia Alessandro Baccei parteciperà a una riunione della Ragioneria generale dello Stato, il tema è, ovviamente, quello del bilancio della Regione siciliana dove il governo regionale deve ancora versare 350 milioni di euro, come previsto da un accordo propedeutico alla Finanziaria. Due giorni dopo è atteso il giudizio di parifica della Corte dei conti. Così al di là delle mozioni di sfiducia, potrebbero essere altri i numeri a mandare in soffitta l’esperienza del governo Crocetta. I conti non tornano, non solo in politica o in giunta, ma anche nel bilancio.

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