Home Cronaca “Molestie e atti persecutori” via social: ai domiciliari il barcellonese Aurelio Coppolino

“Molestie e atti persecutori” via social: ai domiciliari il barcellonese Aurelio Coppolino

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FOTO FRANCESCO SAYA

Arresti domiciliari con braccialetto elettronico per Aurelio Coppolino, 46enne, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, raggiunto ieri da una misura cautelare eseguita dalla polizia nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Barcellona.

Il provvedimento è stato disposto dal gip Giuseppe Caristia su richiesta della Procura guidata da Giuseppe Verzera, con il coordinamento del sostituto procuratore Michele Scaglione.

L’esecuzione è avvenuta a Olbia, dove l’uomo si trovava al momento dell’intervento degli agenti. L’indagine prende le mosse dalla querela presentata dal deputato e professionista del foro barcellonese Tommaso Calderone che avrebbe denunciato una serie di condotte ritenute lesive della propria sfera personale e professionale. Da lì, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbe sviluppata un’attività durata mesi, con l’analisi di contenuti diffusi online e attività di riscontro tecnico-informatico.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’indagato avrebbe utilizzato in modo sistematico social network, dirette streaming e piattaforme video per diffondere contenuti offensivi e denigratori nei confronti di diversi soggetti, configurando – per la Procura – le ipotesi di reato di molestie e atti persecutori.

Un elemento ritenuto rilevante dagli inquirenti è la prosecuzione delle condotte anche dopo precedenti interventi di oscuramento di profili e canali social riconducibili all’uomo.

Contestualmente all’esecuzione della misura, la Polizia ha effettuato perquisizioni tra Olbia e Barcellona Pozzo di Gotto, sequestrando materiale informatico: computer, dispositivi elettronici e supporti di archiviazione digitale. Il materiale sarà sottoposto ad accertamenti tecnici e forensi disposti dall’autorità giudiziaria.

Nel provvedimento cautelare sono state inoltre imposte prescrizioni stringenti: divieto di utilizzo di social network e strumenti di comunicazione telematica, oltre a limitazioni nei contatti con soggetti diversi dai familiari e dal difensore.

A proposito della vicenda interviene anche Marco Falcone: «Accolgo con soddisfazione la notizia che riguarda l’amico Tommaso Calderone. Dopo mesi difficili, questo atto dell’autorità giudiziaria contribuisce a restituire serenità a lui e alla sua famiglia e riafferma pienamente la dignità dell’uomo e il prestigio del professionista» dichiara l’eurodeputato di Forza Italia.

«Il rigore, la correttezza e il senso delle istituzioni che hanno caratterizzato il percorso umano, professionale e politico di Tommaso sono indiscutibili. A lui rivolgo il mio affetto e la mia vicinanza, con l’augurio che possa continuare il proprio impegno con la serenità che merita», conclude Falcone.

Sull’arresto di Coppolino interviene anche Sonia Alfano, finita anche lei nel mirino, parlando “un baratro di dolore” e di un “massacro psicologico” subito insieme alla sua famiglia, sostenendo di aver affrontato un periodo di forti attacchi alla propria figura pubblica e alla propria storia personale e politica, definisce “infamanti” le accuse e gli insulti che le sarebbero stati rivolti, sottolineando come, a suo avviso, dietro la vicenda vi sarebbe stata una “regia politica e mafiosa” finalizzata a delegittimarla.

Alfano annuncia inoltre possibili azioni legali contro chi avrebbe condiviso o commentato positivamente le dirette social dell’indagato.