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Solidarieta’ generale alla d.ssa Vito, derisa da pochi per aver chiuso lo studio a San Piero Patti per stanchezza, peraltro oltre l’orario di lavoro

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Qualche commento prontamente subito rimosso dagli amministratori del gruppo San Piero Patti (idee e segnalazioni) ha fatto venire a galla il problema medico di base, una figura sempre più rara che costringe parecchi dottori a dividersi tra vari Comuni per supplire ai colleghi andati in pensione o trasferiti, con il risultato di un sovraccarico di lavoro che può portare a normali problemi di stress e stanchezza, sintomi che, soprattutto per chi ha a che fare con gli utenti, può e deve riguardare anche i camici bianchi.
Il caso esploso riguarda la d.ssa Rosangela Vito, di recente nominata medico generale a Ficarra e San Piero Patti dove, dopo una giornata di lavoro particolarmente intensa con circa quaranta pazienti da assistere, è stata oggetto di critiche e commenti sarcastici sul blog di fb dedicato al Comune Sanpietrino, per aver preso la decisione di interrompere le visite per stanchezza alle 18, dunque oltre il normale orario dello studio.
Per la cronaca i pochi critici sono stati sovrastati da decine di persone che hanno dato la loro solidarieta’ alla d.ssa, compreso il collega Luca Scaffidi Militone che ha reso pubblica la storia.
“In qualità di amministratori – scrivono sul gruppo San Piero Patti -, non appena venuti a conoscenza della situazione relativa a un recente post, abbiamo provveduto tempestivamente a rimuovere il contenuto e i relativi commenti che non rispettavano le regole del gruppo, al fine di evitarne un’ulteriore diffusione.
Condanniamo simili comportamenti perché non è corretto che il confronto si trasformi in una pubblica esposizione al giudizio e alla condanna collettiva.
È importante sottolineare che i commenti di pochi utenti non rappresentano il pensiero di un’intera comunità né il sentimento della cittadinanza, che sa riconoscere il valore e l’importanza di chi ogni giorno svolge il proprio lavoro al servizio degli altri.
Ricordiamo che un medico è prima di tutto una persona, non un robot né un’intelligenza artificiale instancabile. Ha limiti umani, affronta responsabilità, fatica e situazioni complesse. Merita rispetto, comprensione e dignità, come qualsiasi altro lavoratore.
La critica, quando espressa in modo civile e costruttivo, è legittima; esporre una persona a giudizi sommari e a una condanna collettiva, invece, non è accettabile.
Esprimiamo la nostra sincera solidarietà al medico coinvolto, ribadendo che il rispetto reciproco deve rimanere alla base di ogni confronto e che la nostra comunità merita di distinguersi per civiltà, umanità e senso di responsabilità”.