Il 27enne perse la vita in un incidente sul viale Gazzi, nell’ottobre 2024. Due gli indagati per omicidio stradale. Oggi l’udienza davanti al gip dopo l’opposizione presentata dalla famiglia.
Non può essere archiviata senza ulteriori approfondimenti la vicenda della morte di Francesco Warnakulasuriya Costa, il giovane di 27 anni che perse la vita nella notte del 26 ottobre 2024 in un incidente stradale sul viale Gazzi, a Messina, all’altezza dello stadio Celeste. I genitori del ragazzo chiedono che venga fatta piena luce su quanto accaduto, convinti che nell’incidente possa aver avuto un ruolo anche un’automobile.
Francesco era in sella al suo scooter Yamaha Xmax e stava percorrendo in salita il viale, di ritorno a casa dopo una serata trascorsa con gli amici. La Procura di Messina ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, che vede attualmente due persone indagate per omicidio stradale. Contro questa richiesta, depositata nelle scorse settimane dalla pm Giorgia Spiri, i familiari hanno presentato opposizione attraverso il loro legale di fiducia, l’avvocato Nino Parisi.
La vicenda approda adesso davanti al giudice per le indagini preliminari. L’udienza camerale è fissata per questa mattina e sarà dedicata alla trattazione dell’opposizione. Il gip potrebbe riservarsi la decisione, rinviando a un momento successivo la pronuncia sull’eventuale archiviazione.
Due, in particolare, sono gli elementi sui quali si concentrano le osservazioni della Procura e le contestazioni dei familiari, che chiedono di proseguire gli accertamenti.
Il primo riguarda le immagini delle telecamere presenti nella zona dell’incidente. Come evidenziato nella richiesta di archiviazione, i filmati «non permettevano di osservare la causa della perdita di controllo del ciclomotore». Un elemento che, secondo la famiglia, lascia ancora aperti interrogativi sulla dinamica e sulle circostanze che portarono alla caduta del giovane.
Il secondo aspetto riguarda una vettura che potrebbe essere stata coinvolta nell’accaduto. Nella richiesta della pm viene richiamata una circostanza definita «sia pur suggestiva»: la luce posteriore destra dell’automobile risultava non funzionante nel momento in cui il veicolo veniva ripreso da una telecamera mentre attraversava la via Consolare Valeria, mentre appariva regolarmente funzionante quando l’auto transitava sulla via Taormina.
Proprio su questi elementi si fonda la richiesta dei genitori di non chiudere il caso e di approfondire ogni possibile ricostruzione dell’incidente. Sarà ora il gip a valutare le ragioni dell’opposizione e a decidere se accogliere la richiesta di archiviazione della Procura o disporre ulteriori accertamenti.






