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Stazione dei Carabinieri di Fondachello, al vaglio le prospettive future del presidio

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VALDINA – L’eventuale riorganizzazione della Stazione dell’Arma dei Carabinieri situata a Fondachello-Valdina sta sollevando un’ampia mobilitazione locale. Il presidio rappresenta un punto di riferimento cruciale per una comunità di circa 10.000 abitanti, che include non soltanto le municipalità di Valdina e Torregrotta, ma anche diverse realtà circostanti della costa tirrenica.  

Non si tratta, infatti, di una semplice variazione organizzativa o logistica, bensì di un provvedimento che tocca direttamente la percezione di sicurezza, la tutela del territorio e l’efficacia dell’azione di prevenzione dei reati. Per queste ragioni, il circolo politico locale del Partito Democratico (“Torregrotta – Valle del Niceto”) ha sollevato forti preoccupazioni, sollecitando gli organi preposti a fare piena luce sull’effettivo destino della struttura.  

Al fine di chiarire il quadro ed evitare il diffondersi di voci infondate, nelle scorse settimane il circolo ha inoltrato una comunicazione ufficiale via PEC all’attenzione del Comando Provinciale dei Carabinieri di Messina. Nel documento sono state richieste precisazioni in merito alle prospettive operative della Stazione, alle tempistiche previste ed alle ipotetiche modalità di uno spostamento. Allo stato attuale, tuttavia, non si registrano note formali di risposta in grado di definire con esattezza lo scenario futuro.  

A rafforzare il clima di incertezza sono state anche le discussioni emersamente nell’ultimo Consiglio Comunale di Torregrotta, durante il quale è emersa la mancanza di opzioni alternative sul suolo di Valdina o Torregrotta atte a scongiurare la chiusura del presidio locale. Di conseguenza, guadagna consistenza l’ipotesi di un accorpamento funzionale presso la caserma di Spadafora.  

Se questo piano dovesse trovare conferma, le forze politiche locali sottolineano l’urgenza di valutare non soltanto la nuova collocazione geografica, ma in primo luogo il potenziale impatto sulla presenza e la capillarità dell’Arma nell’area. Viene perciò rivolto un accorato appello alle amministrazioni comunali del territorio affinché promuovano un’azione coordinata e aprano un tavolo di confronto diretto con i vertici provinciali delle forze dell’ordine e le autorità competenti.