Brutto risveglio per Don Antonio di Bella, parroco della Chiesa di San Giuseppe ad Oliveri, che, questa mattina, sul sagrato, ha trovato i segni della baldoria della notte: carte, bottiglie e soprattutto cibo gettato per terra.
“So chi è stato – scrive sui social -. Ho riconosciuto anche alcuni ragazzi che conosco e ai quali, tante volte, ho cercato di insegnare il rispetto.
Non voglio fare nomi.
Non voglio umiliare nessuno.
Non voglio fare polemica.
Voglio soltanto scuotere le coscienze.
Perché mentre noi gettiamo il cibo per strada, c’è qualcuno che bussa alla porta della Chiesa chiedendo qualcosa da mangiare.
Ci sono famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Ci sono persone che conoscono ancora la fame e la povertà.
E allora vedere il cibo calpestato fa male.
Non è soltanto maleducazione. È il segno di un benessere che rischia di farci dimenticare quanto vale ciò che abbiamo e quanto soffre chi non ce l’ha.
Ai miei ragazzi dico: non sono arrabbiato con voi. Sono profondamente dispiaciuto.
Perché vi ho parlato tante volte di solidarietà, rispetto, attenzione agli ultimi. E oggi vorrei che questo episodio diventasse una lezione molto più importante di tante lezioni fatte in classe.
Non vi chiedo soltanto di raccogliere ciò che avete lasciato.
Vi chiedo di raccogliere qualcosa dentro di voi: il senso della responsabilità.
Divertitevi. Ridete. State insieme.
Ma non perdete mai il rispetto, la gratitudine e il cuore.
Il pane non si butta.
Perché dietro quel pezzo di pane che per qualcuno è “troppo”, c’è qualcun altro che questa mattina potrebbe pregare Dio di averlo.
Pensiamoci tutti, adulti e giovani.
Forse abbiamo bisogno di meno cose e di molta più umanità”.







