Ramon La Torre, a nome della famiglia della piccola Gea, morta domenica in un incidente sulla spiaggia di Capo d’Orlando ha affidato ad una lettera aperta il ringraziamento alla comunità orlandina per l’affetto e la vicinanza dimostrati in questo tragico momento. Ecco il testo integrale della lettera:
“Gea adesso è in transito, ha consumato questa sua Capo d’Orlando come molti di noi l’hanno vissuta, intendendola luogo del tempo infinito, muovendosi in questo parco tra naturale e artificio e guadagnando giornalmente una nuova amicizia, un nuovo paesaggio, i riferimenti che ci legano ai luoghi e rimangono indissolubili nella nostra memoria e che in taluni giorni diventa elemento collettivo, di unione. In tanti abbiamo pensato che sarebbe potuto capitare anche a noi stessi, perché quelle scogliere sono elemento comune di libera fruizione fisica ed emotiva, in tanti abbiamo voluto dominarle, a tanti hanno ispirato i sentimenti più diversi, fascinosi in ogni stagione. Non serve vietarsi spazi e aspirazioni, occorre imparare a riconoscere i limiti e sceverare i desideri e le opportunità. In questo accaduto come in tanti che poi si presentano ogni giorno agli adolescenti.
Occorre conservare sempre la coscienza che dopo ogni prova c’è ancora una vita da riprendere, assaporare , odorare nelle infinite e cangianti sfumature.
Vi ringraziamo in tanti, i primi soccorritori, gli amici che sono rimasti impietriti a dare sostegno su quella terrazza al porto, spazio mirabilmente gestito in questa circostanza da ogni uomo o donna in servizio nei vari corpi impegnati e le autorità. Un particolare abbraccio all’amico Alessandro, che con i colleghi del 118 fin’oltre lo stremo delle forze, ha cercato di tenere sullo stesso lettino un’anima e un corpo. E poi l’intera città, il cui silenzio calato tra ogni strada in quella calda prima e infinita notte, sia riuscito ad entrare nelle nostre case e abbracciarci, dando ancora una mirabile prova di quanto in questi luoghi abiti una comunità”.






