CAPO D’ORLANDO La Betaland post impresa su Milano, che a differenza di un anno fa è stata colpita ed affondata con una clamorosa rimonta ma non era già con la mente ai play-off, non è ancora salva aritmeticamente ma solo virtualmente pur se nella bagarre che coinvolge ben otto squadre, in virtù del 2-0 su Torino e Bologna e l’1-1 con Caserta, Brindisi e Varese, la quota 22 appena toccata dopo 26 turni potrebbe fin d’ora essere sufficiente per raggiungere l’obiettivo minimo stagionale, ovvero il 15° posto. Ma i 22 punti attuali che consentono ai biancoazzurri di occupare la 9^ posizione ex-aequo, nei campionati a 16 squadre hanno sempre garantito la permanenza per cui logico che durante le interviste post gara dagli spogliatoi paladini sia giunto un urlo di gioia quando è arrivata la notizia della vittoria all’overtime di Pesaro a Venezia poiché a Capo d’Orlando più di qualcuno dell’entourage del club ha già alzato l’asticella guardando alle chances play-off che sono quantomeno uguali al rischio retrocessione dato che i lagunari e Pistoia, entrambi in crisi, oltre che Trento e Sassari, presidiano con 26 punti la quinta piazza. “Perché non sognare – conferma a fine gara il giovane ds Giuseppe Sindoni – d’altronde al PalaFantozzi tutto è possibile e noi dopo l’incredibile ma meritato successo sulle scarpette rosse vogliamo spingerci oltre la salvezza”. Insomma a fine mese quando si completerà la regular season, Sindoni jr e magari qualche altro non vogliono andare in vacanza con il “semplice” diritto a partecipare al sesto torneo di serie A della storia della società orlandina. “Andiamo a Pesaro per il match ball salvezza e poi magari guarderemo ad altro”, vola basso coach Gennaro Di Carlo che per il momento tiene il profilo basso ridendo sotto i baffi per come sono arrivati il blitz di Brindisi e la remuntada da meno 10 su Milano nella 300^ in A dell’arbitro bolognese Bettini, il che consente alla Betaland di vantare la miglior difesa della serie A proprio al pari dei favoriti per lo scudetto anche se di contro l’attacco resta sempre il meno prolifico. “Quando la famiglia Sindoni mi ha dato questa opportunità – continua il tecnico casertano -, eravamo consci che bisognava costruire in casa il fortino che stiamo ancora completando. I risultati degli altri campi non ci sorridono, ma questa è una squadra stoica. Abbiamo avuto una settimana difficile, ma l’esperienza e il talento dei nostri veterani hanno saputo gestire le energie mentali e fisiche. Ora dobbiamo festeggiare ma già da domani dobbiamo pensare a Pesaro perché ancora la nave non è ancora del tutto in porto. Di certo i tifosi hanno creato un’atmosfera magica, poiché ormai il pubblico si identifica nella sua squadra e viceversa”. Merito del cuore di un gruppo davvero straordinario con alcune stelle che emergono, dallo stoico Jasaitis all’Mvp Bowers chiudendo con l’asso Ryan Boatright. “Sapevamo dell’importanza di questa partita – spiega il giovane play-guardia -, ma il palazzo è stato fantastico, facendoci vivere emozioni incredibili con i tifosi che ci hanno spinto ad una vittoria che sembrava impossibile alla vigilia. Ora ragioniamo partita dopo partita, faremo i conti alla fine. In ogni caso sono molto felice della scelta fatta di venire a Capo d’Orlando. La città mi ha accolto benissimo, la squadra pure. Dedico alla mia famiglia, alla mamma in particolare, ma anche ai tifosi di Capo d’Orlando, la vittoria su Milano. Per ora penso a finire bene la stagione qua, in futuro si vedrà”. E da oggi l’obiettivo è sfatare il tabù Pesaro, match affidato a Lamonica, Aronne e Quarta.






