Centinaia di fiori, rose bianche e rosa, simbolo di quella bellezza legata alla giovinezza che nemmeno una morte violenta e improvvisa può spezzare. E poi una scia di palloncini che, al termine della funzione religiosa, ha composto il suo nome davanti al Duomo: “Zia Reby”, come in tanti la chiamavano. Accanto, decine di corone dorate, perché per tutti Rebecca era la loro regina.
La Cattedrale di Messina si è riempita di dolore, silenzio e commozione per l’ultimo saluto a Rebecca Galli, la studentessa di 17 anni morta dopo le gravissime ferite riportate nell’incidente stradale avvenuto il 24 settembre sulla nuova via Don Blasco.
Una piazza stracolma ha accolto il feretro all’uscita dalla chiesa, accompagnato dalle note dell’Ave Maria. Un momento di profonda commozione, con il dolore della famiglia condiviso da una comunità intera.
A stringersi attorno ai familiari sono stati parenti, amici, conoscenti e tantissimi giovani: amici e compagni di scuola, insieme ai professori e alla dirigente del liceo Archimede, istituto frequentato da Rebecca, iscritta al quarto anno del liceo linguistico.
Particolarmente toccante la presenza dei compagni di classe, tutti con indosso una t-shirt con la fotografia di Rebecca e una rosa blu tra le mani, quasi a voler accompagnare simbolicamente la loro compagna nel suo ultimo viaggio.
In prima fila, accanto ai familiari, anche la professoressa di educazione motoria Giusy Morsicato, particolarmente vicina e legata alla giovane.
Fuori dal Duomo, intanto, il ricordo di Rebecca si è trasformato in immagini e simboli: fiori, palloncini, corone e messaggi hanno raccontato l’affetto di chi l’ha conosciuta e amata.
Un addio che ha visto Messina fermarsi per accompagnare Rebecca nel suo ultimo viaggio, lasciando spazio soltanto al dolore, alle lacrime e al ricordo di una ragazza di appena 17 anni, strappata troppo presto alla vita.






