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Messina, i vigili del fuoco al lavoro tra le macerie. Il comandante: entro oggi potremmo trovare gli altri dispersi

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«Contiamo che possiamo ritrovare le persone disperse in un tempo più breve. Contiamo nella giornata di oggi perché ci stiamo avvicinando sempre di più e ci sono sempre più indizi che conservano la bontà della strategia adottata». Lo ha detto il comandante dei vigili del fuoco di Messina Michele Burgio parlando con i giornalisti nell’area dell’edificio crollato giovedì scorso, dove proseguono le ricerche di tre persone.
«Abbiamo degli indizi e degli elementi che ci stanno sostenendo nei punti di ricerca, che sono sempre due fronti di scavo che avanzano l’uno verso l’altro, quindi naturalmente restringendosi il campo e le dimensioni dello spazio di ricerca aumentano le probabilità di ritrovare» i dispersi, ha spiegato.
Si continua così a scavare senza sosta tra le macerie della palazzina crollata a Pistunina. Dopo il recupero delle tre vittime accertate, i vigili del fuoco proseguono le operazioni di ricerca dei dispersi, con squadre impegnate giorno e notte in condizioni estremamente difficili. Il lavoro degli specialisti Usar procede tra solai collassati, focolai ancora attivi sotto i detriti e spazi ridottissimi, nella speranza che possa ancora verificarsi un miracolo, nonostante siano ormai trascorse molte ore dal crollo. Le operazioni sono rese particolarmente complesse dalla struttura dell’edificio.
A supporto dei vigili del fuoco sono impegnate anche le unità cinofile specializzate nella ricerca di persone sepolte sotto i detriti. Tra i cani operativi ci sono il Border Collie Bach e il Pastore Belga Loca, che insieme ai rispettivi conduttori stanno perlustrando le aree individuate come prioritarie, contribuendo alle delicate attività di soccorso nella speranza di individuare eventuali superstiti.
«Stiamo proseguendo nella ricerca dei dispersi e stiamo cercando liberare il più possibile, con delicatezza, il materiale che si trova nei punti dove presumiamo ci possano essere le persone che cerchiamo. Sono principalmente le zone dove si dovrebbero trovare gli appartamenti nell’ala in corrispondenza». Lo ha spiegato l’ingegnere Agostino Fama, funzionario dei vigili del fuoco, nella zona del crollo dell’edificio a Messina.
«Siamo centrati, perché presumiamo di aver individuato la zona, ma questo già dall’inizio. Le idee sono abbastanza chiare e quindi pensiamo di arrivare all’obiettivo, però ovviamente c’è tanto materiale che dobbiamo togliere con estrema attenzione per cercare di non alterare le condizioni», ha aggiunto, riferendo poi che «un nostro collega è uscito in barella, ha avuto un malore ora sta meglio, ovviamente le temperature incidono».
«Siamo sempre molto vicini ai parenti dei dispersi e comprendiamo quanto sia difficile l’attesa soprattutto in un quadro complesso come questo. Alcuni parenti sono stati spostati al centro di volontariato in una condizione più gradevole nella misura in cui c’è da attendere i lavori di scavo dei vigili del fuoco». Lo ha detto il sindaco di Messina Federico Basile.
«Certamente è complicata la valutazione delle cause del disastro che sicuramente non spetta a me, c’è chi ha un’esperienza importante come il capo della protezione civile regionale, che sicuramente ha fatto le sue valutazioni più tecniche, e poi c’è la magistratura che sta indagando. Questa era una costruzione del 1989 abbastanza recente rispetto a quelle che si sono in città e c’è sicuramente un tema che va approfondito sulla tipologia sui materiali utilizzati. Ci sono regole e sappiamo che c’è chi le rispetta e chi non le rispetta al 100%, poi possono nascere situazioni come questa. Però ripeto, è prematura qualsiasi valutazione perché non sappiamo precisamente quello che è accaduto», ha puntualizzato il sindaco.
Il secondo corpo recuperato è stato quello di Rosa Leone, 60 anni, identificata dalla figlia Clelia. La donna viveva nell’edificio insieme al fratello Carmelo Leone, il cui cadavere era stato estratto dalle macerie il giorno precedente. Nel tardo pomeriggio di ieri è stata poi ritrovata anche Alessandra Frazzica, 21 anni, impiegata nel bazar cinese. Il suo corpo è stato recuperato nella parte più bassa dell’ammasso di detriti e successivamente riconosciuto dai familiari al Policlinico.
Le speranze sono quelle che siano ancora in vita Santino Magazzù, marito di Rosa Leone, Sara Leone sorella di quest’ultima, e il cingalese collaboratore domestico Lhairu Warnakulasuriya.
Il comandante provinciale dei vigili del fuoco Michele Burgio ha ribadito che le operazioni proseguiranno “per tutto il tempo necessario”, con turni organizzati anche durante la notte.
A poche decine di metri dall’area del crollo è stato allestito uno spazio riservato ai familiari, assistiti dai volontari della Protezione civile. Particolarmente toccante la presenza della comunità srilankese, riunita attorno ai parenti di Lhairu Warnakulasuriya, padre di due figlie e sostegno economico delle quattro sorelle dopo la morte del padre. In serata l’Ufficio Migrantes e padre Lanka Deshapariya hanno guidato un momento di preghiera insieme ai presenti.
L’Azienda ospedaliera universitaria “G. Martino” ha attivato un servizio di supporto psicologico per superstiti e familiari. L’équipe, coordinata dalla professoressa Melania Mento, opera tra il Pronto soccorso, l’obitorio e l’area del disastro, affiancando personale sanitario, 118, vigili del fuoco, Protezione civile e volontari nella gestione del trauma e dell’attesa dei parenti.