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Capo d’Orlando: “CambiAmo Capo” passa all’attacco sul Regolamento di delocalizzazione

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del gruppo di minoranza consiliare “CambiAmo Capo”, sulle attività del gruppo stesso riguardo al “Regolamento sulla Delocalizzazione” del Comune paladino.

“Urbanistica a Capo d’Orlando, CambiAmo Capo fa scattare la controffensiva riguardo al Regolamento sulla Delocalizzazione: depositati Mozione per il Riesame del Regolamento e Sollecito Accertamenti a Segretaria Generale, Dirigente Urbanistica e Revisori dei Conti
“Non permetteremo che il futuro del nostro territorio venga ipotecato da un colpo di mano numerico di una maggioranza allo sbando”.
Il gruppo consiliare di opposizione CambiAmo Capo passa dai fatti d’Aula alle carte bollate dopo l’approvazione, con i soli 8 voti della Maggioranza Ingrillì, del rischioso “Regolamento sulla delocalizzazione delle volumetrie”.
I consiglieri Renato Carlo Mangano, Sandro Gazia, Linda Liotta e Giuseppe Truglio hanno depositato due pesanti atti formali che mettono la tecnostruttura e l’Amministrazione comunale davanti alle proprie responsabilità: un articolato Atto di Sollecito inviato alla Segretaria Generale e al Responsabile dell’Area Urbanistica, e una Mozione-Atto di Indirizzo che impegna il Sindaco al riesame in autotutela del provvedimento. Per conoscenza, i documenti sono stati trasmessi anche al Collegio dei Revisori dei Conti per il monitoraggio dei potenziali riflessi finanziari negativi a carico dell’Ente.
La trincea tecnico-giuridica e l’allarme di Legambiente
L’azione di CambiAmo Capo incrocia la durissima presa di posizione di Legambiente Nebrodi, che ha già preannunciato ricorso al TAR e Class Action popolare contro quella che definisce “una trappola per il tessuto economico locale”.
Nel testo dei due atti depositati, l’opposizione inchioda l’Amministrazione su tre criticità insuperabili:
– Illegittimità e speculazione: Il testo calpesta i principi di “contiguità territoriale” e “reciproca prossimità” dei lotti stabiliti da Cassazione Penale (Sentenze nn. 51833/2018 e 43253/2019) e Consiglio di Stato (Sentenza n. 5305/2022). Si spalancano le porte a un trasferimento selvaggio di cemento dalle zone interne alle aree costiere di pregio, in un Comune con il PRG scaduto da oltre dieci anni e stretto nella morsa delle “zone bianche”.
– Rischio sciacallaggio e cantieri bloccati: Come denunciato dagli ambientalisti, l’atto induce gli uffici a rilasciare permessi di costruire fragili, esponendo costruttori e ignari acquirenti al rischio di sequestri o ordini di demolizione a lavori in corso o a rogito concluso. C’è inoltre il pericolo concreto di una corsa speculativa a trasferire cubature prima che il testo diventi efficace.
– Muro contro muro: L’opposizione ha cercato fino all’ultimo, in Conferenza dei Capigruppo, una mediazione per ancorare il regolamento alla legalità. La maggioranza ha preferito tirare dritto, blindando la rischiosa divisione del territorio in due soli macro-comparti.
Finestra temporale: “I funzionari non siano passivi passacarte”
Il gruppo punta tutto sui tempi tecnici di pubblicazione e ripubblicazione necessari per la regolare entrata in vigore del testo: “Esiste una precisa finestra temporale prima che l’atto acquisisca efficacia ed esiti irreversibili. Pretendiamo che in questi giorni la Segretaria Generale e il Capo dell’Ufficio Tecnico attivino una rigorosa istruttoria autonoma di verifica della legittimità, senza limitarsi ad allegare passivamente i faldoni di sentenze depositati”.
Trasparenza e soldi ai quartieri: i successi dell’opposizione
Pur contrastando fermamente l’impianto generale, CambiAmo Capo rivendica i due storici risultati ottenuti all’unanimità grazie agli unici emendamenti strutturali mantenuti e imposti dal gruppo:
1) l’istituzione del Registro Comunale delle Delocalizzazioni (cartaceo e digitale) per il monitoraggio online dei flussi edificatori, e
2) il vincolo del 100% degli oneri di urbanizzazione e costruzione, che dovranno essere spesi tassativamente ed esclusivamente per servizi primari e secondari (strade, parcheggi, verde, illuminazione) nelle frazioni e nei quartieri che subiranno il nuovo carico edilizio.
“Abbiamo onorato con professionalità e studio il mandato ispettivo affidatoci dai cittadini”, conclude il gruppo. “Non faremo un solo passo indietro. Se la maggioranza pensa di gestire il territorio come un tabellone del Monopoli, troverà una barriera invalicabile in ogni sede giudiziaria, amministrativa e contabile”.
Capo d’Orlando, 27 giugno 2026
Il Gruppo Consiliare di Opposizione “CambiAmo Capo”