Entro i termini assegnati dal Ministero dell’Agricoltura, il Gruppo dei Produttori Richiedenti la Registrazione IGP della “Nocciola di Sicilia” o “Nocciola Siciliana”, appositamente costituitosi, su iniziativa del GAL,
nell’agosto dell’anno scorso e presieduto dal produttore Antonino Natoli, l’11 maggio scorso, ha potuto inoltrare tutta la documentazione resasi necessaria per riscontrare le specifiche richieste integrative formalizzate dal Ministero.
Il Gruppo, assistito dalla struttura organizzativa messa a disposizione dal GAL Nebrodi Plus e dallo spin-off dell’Università di Messina Science4Life, ha potuto, infatti, produrre la documentazione citata per corrispondere, nel migliore dei modi, alle articolate ed impegnative richieste ministeriali, la cui elaborazione ha comportato la necessità di svolgere alcuni approfondimenti sia di carattere storico, riguardanti in particolare la dimostrazione dell’uso del nome proposto per la registrazione nel linguaggio comune e in quello
commerciale, sia di carattere tecnico-scientifico ed economicistico.
L’aspetto più interessante che è stato possibile focalizzare nell’occasione risiede, senz’altro, nell’ulteriore approfondimento conoscitivo della produzione siciliana di nocciola; infatti, la nuova ed assortita raccolta di
campioni ha consentito di arricchire il panorama territoriale e varietale indagato, sotto il profilo compositivo e nutrizionale, nonché di operare un confronto con profili compositivi e nutrizionali di medesime cultivar
allevate in contesti territoriali extraregionali (Lazio).
Approfondimenti e confronti che hanno consentito di determinare che la distintività della nocciola di Sicilia non risiede esclusivamente nei parametri compositivi più generali, come lipidi, proteine e vitamine (aspetto
noto e notevolmente apprezzato), ma emerge soprattutto attraverso la definizione di una specifica identità chimico-minerale (maggiore concentrazione di magnesio, calcio, potassio, fosforo, ferro, zinco, rame e
manganese). Questa identità contribuisce a rafforzare il valore nutrizionale del prodotto ed, allo stesso tempo, offre un solido argomento per la sua valorizzazione territoriale. La ricchezza in macro e microelementi
rappresenta, infatti, elemento qualificante per distinguere la nocciola siciliana da produzioni coltivate in altri areali italiani.
In definitiva, è stato possibile definire che la nocciola di Sicilia non può essere considerata semplicemente una nocciola coltivata in un diverso contesto geografico, ma un prodotto che acquisisce dal territorio una firma
compositiva specifica. La maggiore dotazione minerale osservata rappresenta, pertanto, un elemento concreto di distinzione e rafforza l’ipotesi che il territorio siciliano, attraverso le sue caratteristiche ambientali e pedologiche, contribuisce in modo determinante alla definizione della qualità e dell’identità nutrizionale del prodotto.
“Nuovi ed inediti aspetti conoscitivi che non potranno non essere adeguatamente considerati nel prosieguo della procedura istruttoria presso il competente Ministero”, ha commentato il Presidente del GAL Francesco
Calanna.
La circostanza dell’approfondimento ha consentito anche di allineare alle risultanze predette i relativi Disciplinare di produzione e Documento unico e di perfezionarne i contenuti.
Home Attualita' Nebrodi: richiesta di registrazione IGP della “Nocciola di Sicilia” o “Nocciola Siciliana”






