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L’Orlandina nella tana dell’Omegna per guadagnarsi i play-off di B Nazionale contro la Virtus Roma

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Servira’ la migliore Orlandina versione esterna per superare lo scoglio del secondo ed ultimo turno del tabellone 2 dei play-in di B Nazionale dalle 20 sul parquet di Gravellona Toce, casa dell’Omegna, ottava al termine della regular season del girone A. In palio i quarti di finale dei play-off che partiranno venerdi 8 nella tana della Virtus Roma, capolista del gruppo B. Rispetto al 91-73 per i piemontesi dello scorso 17 gennaio (all’andata finì 88-83 per i paladini) la squadra di coach Bolignano, probabilmente ancora orfana del playmaker tascabile Bertetti, infortunato alla caviglia, dovra’ subire meno nel pitturato e, soprattutto, difendere per 40’ come e meglio di quanto fatto giovedi sera nel successo su Vicenza. Omegna sul parquet amico ha perso 4 gare su 18 (contro Legnano, Treviglio, Vigevano e Orzinuovi) ma nell’ultimo periodo è parsa in leggero calo per cui la missione serale dei biancoazzurri è tutt’altro che impossibile. Per entrambe sarà il giorno della verità. Per l’Orlandina non ci sono più margini, non ci sono più appelli: è il momento di dare una svolta definitiva a una stagione vissuta tra alti e bassi, tra speranze accese e frenate improvvise. Ora conta solo una cosa: vincere. È in partite come questa che serve qualcosa in più. Non bastano schemi e tecnica: servono carattere, personalità, attributi. L’Orlandina è chiamata a dimostrare di essere una squadra vera, capace di resistere alla pressione e di non mollare mai, anche quando il peso della posta in palio si fa insostenibile.
Dietro a questi colori c’è una città intera che spinge. Capo d’Orlando vuole i playoff, li desidera, li pretende con l’entusiasmo di una tifoseria che non ha mai fatto mancare il proprio sostegno. Il pubblico chiede una squadra pronta a gettare il cuore oltre l’ostacolo, a lottare su ogni pallone, a uscire dal campo senza rimpianti.
Le ultime prestazioni hanno acceso una scintilla. Cuore, grinta e voglia di vincere hanno dimostrato che questo gruppo ha le qualità per farcela. Non è solo una questione tecnica, ma mentale: la consapevolezza dei propri mezzi può fare la differenza tra una stagione che finisce e una che continua a sognare.
E poi c’è la storia. Una storia lunga vent’anni, fatta di battaglie, successi e orgoglio, che ha portato in alto il nome di Capo d’Orlando e della Sicilia intera. Una storia che merita di essere onorata ancora, scrivendo un nuovo capitolo, affidato a Irene Frosolini di Grosseto, Edoardo Di Salvo di San Giuliano Terme (PI) e Mouad Boudrika di Conselice (RA), terna arbitrale designata di una sfida da dentro o fuori che vede la Virtus Roma dell’ex Marco Barattini alla finestra.