«Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari», dichiara la famiglia Paoli in una nota in cui chiede la massima riservatezza. Aveva 91 anni.
Gino Paoli è uno dei personaggi chiave della scena musicale italiana, un personaggio dalla vicenda esistenziale tormentata e intensissima che ha dato un contributo decisivo all’evoluzione della canzone, un individualista spigoloso che ha anticipato le caratteristiche della figura del cantautore. Sono sue alcune delle canzoni più belle e famose mai scritte nel nostro Paese: «Senza fine», «Il cielo in una stanza», «Sapore di sale», «Che cosa c’è», «La gatta», «Una lunga storia d’amore», titoli sufficienti a far rimanere ben impressi nella memoria collettiva il suo nome e la sua musica.
Era nato a Monfalcone il 23 settembre 1934 ma fin da bambino ha vissuto a Genova, la sua vera città.
Negli anni ’60, in pieno boom del 45 giri, esce uno dei titoli che ha segnato la storia del costume: «Sapore di sale», arrangiato da Ennio Morricone con il celebre assolo di sax di Gato Barbieri.
Gino Paoli ha scritto la celebre canzone “Sapore di sale” (1963) a Capo d’Orlando, in Sicilia, ispirato dal mare e dall’atmosfera del borgo marinaro di San Gregorio. Durante un soggiorno nell’estate del 1962, ospite dei baroni Milio, compose il brano in una casa vicino alla spiaggia, descritta come deserta e suggestiva.
Paoli ha raccontato più volte questa storia, anche in trasmissioni RAI.
Il legame tra il cantante e il luogo è ricordato ancora oggi nella zona, in particolare a San Gregorio. 
Ecco il racconto di Gino Paoli durante la trasmissione di Massimo Gramellini:
“Ero venuto a Capo d’Orlando per una serata da fare, con i miei musicisti, nell’unico locale che esisteva (La Tartaruga ndr). Dopo lo spettacolo i gestori del locale, una quindicina di “ricchi” del posto, hanno insistito affinché io rimanessi ed hanno invitato a Capo d’Orlando, ed ospitato, anche le famiglie dei miei musicisti. Siamo rimasti un mese! Non so come hanno fatto, ma sono riusciti anche a pagare tutte le altre serate che avrei dovuto fare quell’estate per farmi rimanere lì. C’era solo la spiaggia e le lsole Eolie. Con un motoscafo facevamo avanti e indietro dalle Eolie e mangiavano, sulla spiagga, con la brace il pesce che si pescava. Quando sono tornato a casa, dopo un mese vissuto così, ho capito che vivevo in un posto che non mi piaceva, mentre a Capo d’Orlando si che mi piaceva. Così è nata Sapore di sale, da un mese vissuto in un posto meraviglioso come Capo d’Orlando”.
Probabilmente all’epoca ha dato più Capo d’Orlando a Gino Paoli che viceversa ma l’eco di questa straordinaria canzone legata alla perla del Tirreno merita un riconoscimento postumo, magari quella cittadinanza onoraria spesso invocata ma mai concessa dai Sindaci orlandini.






