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In treno o in aereo il Natale “proibito” per i siciliani del Nord

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Si avvicina il periodo “caldo” del ritorno a casa, in vista delle vacanze natalizie, per migliaia di siciliani che vivono al Nord, e come ogni anno tutti loro, soprattutto chi non ha grandi margini di scelta sulle date di partenza e di ritorno, devono fare i conti col rincaro dei pezzi. Un rincaro vergognoso, di fronte al quale periodicamente si registrano le dichiarazioni indignate della politica, col risultato che si ripete ogni anno, costringe tanti a rinunciare a ricongiungersi con le rispettive famiglie e l’unica risposta, finora, è stata quella di creare un treno speciale, il “Sicilia Express”. Un’iniziativa carina, per carità, costruita anche in modo da rendere confortevole il viaggio, ma che al tempo stesso finisce, paradossalmente, per accentuare la condizione di “diversità” di chi è costretto a farvi ricorso. Il treno dei siciliani emigrati che non avranno più la valigia di cartone, ma che così vengono trattati e hanno il diritto di avere alternative accessibili.
Di solito i consigli che vengono dati a chi vuole tornare a casa per il Natale sono due: prenotare per tempo ed essere flessibili. Un agente di viaggio di Messina, Antonio La Macchia di “Albertour”, ci racconta una vicenda emblematica della poca utilità di quei consigli, di fronte a determinate (e frequentissime) situazioni. «Da diverse settimane – ci spiega – una famiglia che vive nei pressi di Venezia, una coppia con un bambino, mi chiedeva di monitorare la biglietteria di Trenitalia, per potersi assicurare da subito i posti sul treno che dovrà portarli a Messina per Natale.