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Rottamazione quinquies ai dettagli: chi può aderire ed i debiti esclusi

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Esterno della sede centrale dell'Agenzia delle entrate-Riscossione, Roma. ANSA

La nuova pace fiscale prevista dalla Legge di Bilancio 2026 introduce importanti novità per la rottamazione delle cartelle esattoriali. Lo strumento della definizione agevolata offre ai contribuenti la possibilità di regolarizzare i debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione attraverso sconti sugli importi dovuti e piani di pagamento dilazionati.
Dopo la rottamazione quater, attualmente in corso per i carichi affidati dal 2000 al 2022, è in arrivo la rottamazione quinquies che interesserà le cartelle fino al 2023.
La definizione agevolata consente di sanare le posizioni debitorie versando esclusivamente il capitale della cartella, le spese per le procedure esecutive e i diritti di notifica. Il vantaggio principale consiste nell’eliminazione di interessi e sanzioni, riducendo significativamente l’importo complessivo da corrispondere. Il meccanismo si applica sia alla rottamazione quater in corso sia alla quinquies prevista dalla Manovra 2026.
Nella versione attualmente attiva, avviata con l’articolo 1, commi da 231 a 252, della Legge n. 197/2022, i contribuenti hanno potuto aderire versando solo le componenti essenziali del debito. La nuova versione estenderà questa possibilità a chi ha dichiarato ma non versato entro la fine del 2023, mantenendo la struttura degli sconti ma modificando le modalità di rateizzazione.
La rottamazione quater prevede due modalità di pagamento a partire dal 31 ottobre 2023: versamento in un’unica soluzione oppure piano quinquennale articolato in 18 rate con scadenze fisse al 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ogni anno. Le prime due rate corrispondono ciascuna al 10% dell’importo totale dovuto, mentre le successive sono di importo costante.
Sul pagamento rateale si applicano interessi al tasso del 2% annuo a decorrere dal 1° novembre 2023. Il sistema prevede rigidità significative: è sufficiente il mancato pagamento di una sola rata per determinare la decadenza dai benefici e il ripristino dell’intero debito originario, comprensivo di sanzioni e interessi.
Il Disegno di Legge di Bilancio 2026 introduce modifiche sostanziali al piano di rateizzazione, benché il testo possa subire variazioni durante l’iter parlamentare. La nuova definizione agevolata, con prima scadenza prevista per il 31 luglio 2026, prevede:
• Piano di pagamento esteso a 9 anni con massimo 54 rate bimestrali
• Assenza di maxi rate iniziali, con importo minimo di 100 euro per ogni versamento
• Possibilità di saltare fino a due rate prima della decadenza dai benefici
• Tasso di interesse del 4% annuo calcolato dal 1° agosto 2026
L’estensione temporale rappresenta un vantaggio significativo per i contribuenti, così come la tolleranza per i mancati pagamenti. Tuttavia, il raddoppio del tasso di interesse rispetto alla rottamazione precedente costituisce un elemento meno favorevole. Va evidenziato che i precedenti strumenti di definizione agevolata hanno registrato tassi di decadenza compresi tra il 50% e il 70%, indicando come molti contribuenti non riescano a completare i piani di pagamento anche in presenza di condizioni agevolate.
Possono aderire alla rottamazione quinquies i contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi, per tutte le cartelle esattoriali affidate all’agente della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e riguardanti imposte e contributi omessi. Sono escluse le cartelle emesse a seguito di accertamento.
Rientrano nella nuova pace fiscale anche le cartelle relative alle multe per violazioni del codice della strada. Per quanto riguarda le tasse locali, dall’IMU fino alla TARI, la scelta spetterà ai singoli enti, e quindi a Comuni e Regioni per le imposte di propria competenza.
La rottamazione quinquies è applicabile anche in caso di rateizzazioni in corso. L’accesso provoca lo stop dei piani di rateazione in corso e determinerà il passaggio al nuovo piano di versamenti bimestrali. Attenzione però, chi chiederà di accedere alla nuova rottamazione, non potrà più ottenere, in caso di decadenza, una nuova rateazione del debito.
Sono esclusi coloro che risultavano in regola con i pagamenti della Rottamazione quater al 30 settembre 2025.
La domanda si potrà inoltrare solo online, attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, entro il 30 aprile 2026. L’Agenzia metterà a disposizione entro venti giorni dall’entrata in vigore della legge l’area riservata con i dati dei debiti che possono essere rottamati. Nel modulo andranno indicati i carichi da sanare e il numero di rate desiderato.
Entro il 30 giugno 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà l’importo esatto da pagare e le scadenze delle rate. I contribuenti ammessi riceveranno un nuovo piano dei pagamenti e, per perfezionare l’adesione, occorre pagare la prima o unica rata entro il 31 luglio 2026. Le successive rate scadono il 30 settembre e il 30 novembre. Dal 2027 si paga entro il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre.
Le 54 rate bimestrali devono essere pagate in nove anni, ovvero fino al 31 maggio 2035 e devono avere un importo minimo di 100 euro. A partire dalla seconda rata si applica un tasso di interesse del 4%.
Una volta inviata la richiesta, tutte le azioni di riscossione si fermano. Non possono partire nuovi pignoramenti, ipoteche o fermi amministrativi, e quelli già in corso restano sospesi fino al pagamento della prima rata. Anche i vecchi piani di rateazione vengono congelati. In questo periodo il contribuente è considerato in regola e può ottenere il Durc, cioè il documento che certifica la regolarità contributiva.